Il morbo di Parkinson è una malattia degenerativa e coinvolge l’intero sistema nervoso. Gli esperti ancora lo stanno studiando per capire quale può essere la terapia definitiva.
I flavonoidi però aiutano a prevenirlo.
I ricercatori della Harvard University e della University of East Anglia, hanno scoperto che i flavonoidi aiutano moltissimo a prevenire questa malattia degenerativa. I flavonoidi fanno anche bene alle persone affette da diabete mellito di tipo II, agiscono contro la demenza senile, l’ipertensione e le malattie cardio vascolari.
Gli stadi progressivamente distruttivi del Parkinson interessano un’area del sistema nervoso centrale detta sostanza nera. Si tratta di un nucleo del mesencefalo dove viene prodotta la dopamina che è un neurotrasmettitore in grado di facilitare il movimento. Per questo tra i sintomi più evidenti e comuni che ne conseguono troviamo la riduzione della mobilità autonoma, la rigidità nei movimenti ed il tremore.
Piano piano questa malattia porta alla demenza poiché il sistema nervoso interessa tutto il cervello, compresa la zona della parola. Il morbo ha una strana predilezione per il sesso maschile di età superiore ai 60 anni ma ultimamente sta interessando anche persone giovani, dai 35 anni in su e di entrambi i sessi. Tuttavia si tratta fortunatamente di una minoranza che desta comunque i suoi sospetti.
Lo studio è stato pubblicato anche sulla rivista Neurology ed è stato scoperto che chi consumava maggiori quantità di tè, vino rosso, mele, mirtilli, aveva il 40% di probabilità in meno di ammalarsi di Parkinson.
Lo studio si è avvalso della collaborazione di 130 mila persone di entrambi i sessi.
Tra tutti i tipi di flavonoidi quelli che aiutano davvero sono le antocianine quelle responsabili della colorazione dei frutti rossi.
Le trovate in alte concentrazioni nelle melanzane, nelle arance, nelle more, nei lamponi, nelle ciliegie, nei ribes, nel pompelmo rosso, nell’uva nera e nel vino rosso.
Maria Melania Barone